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Oratorio di Verolanuova

Chi è Giacinto Gaggia ?


Tomba di Giacinto Gaggia Foto di repertorio
Giacinto Gaggia Foto d'archivio

Un breve estratto della vita di Giacinto Gaggia.

 home  torna indietro  stampa  8 settembre 2013 

Nacque a Verolanuova, in provincia di Brescia, l'8 ottobre 1847, da Giacomo, agiato proprietario terriero, e da Angela Boninsegna. Secondogenito, cresciuto in una famiglia di solidi sentimenti religiosi, nel 1861 entrò nel seminario bresciano ove ebbe quale professore mons. G. Bonomelli, futuro vescovo di Cremona.

Nel 1869, appena ordinato diacono, passò a Roma, presso il Collegio lombardo, per completare gli studi di teologia nell'Università Gregoriana, allievo dei gesuiti G. Perrone, G.B. Franzelin e A. Ballerini, che ne plasmarono la personalità sullo sfondo di eventi quali il Vaticano I e la caduta del potere temporale. Proprio mentre era in corso il Concilio, il 2 aprile 1870 Gaggia ricevette l'ordinazione sacerdotale. La successiva presa della città lo costrinse a sospendere gli studi dopo aver conseguito il solo baccellierato in teologia.

Rientrato a Brescia, sul finire del 1872 fu prescelto come curato in un comune vicino, Capriolo. Vi rimase per tre anni, ma già nel 1874 ebbe in affidamento i corsi di grammatica nelle classi ginnasiali del seminario vescovile; scopertosi poi un forte interesse per la storia e per il diritto canonico, tenne la cattedra di entrambe le discipline per un trentennio (tra i suoi allievi G.B. Montini, il futuro Paolo VI).

Nel 1907 veniva nominato prevosto della collegiata di S. Nazaro e, un anno dopo, chiamato a far parte del Comitato di vigilanza contro gli errori dei modernisti. L'esperienza parrocchiale, però, durò poco e fu presto seguita dalla sua consacrazione a vescovo ausiliare (3 maggio 1909) decisa dal vescovo del tempo, Corna Pellegrini, alla cui morte (21 maggio 1913) il Gaggia, che nel frattempo era diventato vicario generale, fu eletto vicario capitolare e, in pratica, candidato alla successione.

Occorsero tuttavia alcuni mesi prima che, il 23 ottobre 1913, lo si nominasse vescovo di Brescia. Una volta a capo della diocesi bresciana, il Gaggia lavorò instancabilmente alla ripresa della spiritualità in tutti gli aspetti della vita sociale e di quella ecclesiale: preceduta da una visita pastorale che, nel corso di nove anni, lo portò a visitare 380 parrocchie e si concluse con un sinodo di aggiornamento delle costituzioni sinodali al diritto canonico, si dispiegò allora un'azione ad ampio raggio che, nel clima di buona convivenza aperto dal patto Gentiloni, pose in primo piano problemi quali la formazione dei giovani, l'elevazione del clero, la catechesi, il costume della popolazione, la condizione della donna, l'istruzione religiosa...

Morì a Brescia il 15 aprile 1933 e per sua volontà fu sepolto nel duomo cittadino.


estratto da Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 51 (1998), di Giuseppe Monsagrati